sabato 27 novembre 2010

Dalla Sicilia con amore: " La Pasta alla Norma"




Noi tutte abbiamo nel cuore un posto in particolare..un posto che ci assomiglia intimamente, di cui ricordiamo esattamente i profumi, l'aria, i sapori ed i paesaggi.

Io porto nel cuore la zona del Catanese ed in particolare tutti i piccoli paesini che dimorano intorno alle pendici dell' Etna: Linguaglossa, Zafferana Etnea, Nicolosi, Piedimonte etneo, Santa Venerina e più giù sul mare Acireale, Acitrezza, sino a Taormina con la sua spettacolare Isola Bella.


Ma a nominarli, quasi ci si sente in torto, perchè inevitabilmente ne manchi qualcuno che sarebbe altrettanto degno di esser ricordato.

Le parole non bastano per raccontare questi luoghi, carichi di storia e di cultura, di colori sgargianti, di profumi aspri, di pietre scure, di paesaggi lunari e di cieli tersi di un azzurro così intenso che in certe giornate si rimane accecati.

Potrei parlarvi dei pescatori che si incontrano nel porto di Acitrezza: hanno degli occhi così profondi che dentro ci ritrovi il mare.

Potrei descrivervi i volti degli apicoltori che vendono agli angoli della strada su bancarelle di fortuna il loro nettare color oro imprigionato in piccoli vasetti dal tappo retato: le loro rughe disegnano una via e se provi a seguirla ne intravedi un viaggio.

Potrei raccontarvi delle donne che nei primi pomeriggi d'agosto sedute sulle sedie di paglia,nei vicoli ricamano e chiacchierano con il sottofondo delle cicale: hanno mani così vissute eppure delicate che con i loro movimenti incantano.

Potrei provare a descrivervi i fiori di zagara di un bianco candido oppure i fiori di zolfo dalle intensità psichedeliche.

Ma tutto non sarebbe comunque abbastanza: certi posti li puoi vivere, non li puoi imprigionare nelle lettere.
La magia di certi paesaggi è così travolgente da non potersi arginare; è un caleidoscopio di sensazioni che vanno solo attraversate.

Stavo pensando però che un modo per farvi assaporare un piccolo pezzetto di quei luoghi è darvi la ricetta classica di un piatto tipico del Catanese:


LA PASTA ALLA NORMA ( così come insegna la tradizione)

Ingredienti per 4 persone

mezzo chilo di spaghetti o penne corte rigate;

2 melanzane medie (viola scuro, quasi nere);
un kg di pomodori da salsa maturi;
2 spicchi d'aglio;
2 etti di ricotta salata,
olio extravergine d'oliva e sale.

Preparazione

Pelate le melanzane, affettatele, salatele e ponetele per almeno 1 ora e mezza in uno scolapasta mettendo sopra un canovaccio ed un peso (tipo un piatto o un mortaio).
Questa operazione serve per farle spurgare del loro liquido che rende la melanzana amarognola.

Prendete i pomodori, fate sul loro culetto una piccola croce con il coltello e buttateli in acqua bollente. Dopo 2 minuti levateli dall'acqua e spelateli. Aver fatto la croce vi aiuterà nell'operazione. A questo punto tagliateli a cubetti.
Prendete un tegame, la ricetta originale vuole che sia di terracotta, se non lo avete arrangiatevi che so con una padella dal fondo in ceramica...che??niente, lasciate stare.

Scrivevo, prendete un tegame mettete dell'olio extravergine d'oliva (3 cucchiai almeno) aggiungete gli spicchi d'aglio mondati e lasciate andare a fuoco bassissimo finché non si insaporisce.Poi aggiungete i pomodori precedentemente tagliati e lasciate andare lentamente( almeno 20 minuti). Non abbiate fretta!
Intanto prendete le melanzane, strizzatele bene e friggetele in olio exstravergine.
Fate attenzione che friggere con quest'olio non è semplice poiché raggiunge il punto di fumo a temperature più basse rispetto agli altri olii.

Mettete le vostre melanzane ad asciugare sulla carta assorbente, io prediligo la carta marrone quella dei pacchetti del pane da fornaio per intenderci.
Lessate la pasta al dente. Scolatela in una zuppiera, unite la salsa di pomodoro, 3/4 delle melanzane fritte e mescolate.
Sistemate nei piatti individuali la pasta, guarniteli con la restante parte di melanzane fritte, spolverateli abbondantemente di ricotta salata e mettete su una fogliolina di basilico fresco.

Non vi azzardate a rovinare questo capolavoro con basilico secco o surgelato.
Guai a voi. Io in cucina divento talebana!!

Cos'altro aggiungere??

Gustatevi insieme a me un piccolo pezzo di quel fantastico angolo di mondo!!

ps. Vi siete per caso chieste perché questa pasta porti il nome di Norma?
Ebbene il compositore catanese Vincenzo Bellini, scrisse la sua opera più famosa Norma nel 1831. A Catania, vista la magnificenza dell' opera si diffuse l'espressione " pari na' Norma" per dire "quanto sembri bella", tanto da esser paragonata all'opera di Bellini.
Si racconta altresì che un giorno durante un pranzo svoltosi a Catania a casa dell' attore comico Angelo Musco ove erano presenti giornalisti e persone dello spettacolo, quando fu presentata questa pasta così cucinata dalla signora Saridda D'Urso, qualcuno disse per far un complimento: "Signura Saridda, chista è 'na vera Norma"

5 commenti:

lucy ha detto...

veramente un classico e grazie delle nozioni sempre utili.adoro questa pasta, semplice e gustosa.!

TheMorgana1985 ha detto...

buonissima...l'ho provata (non fatta da me) ed è deliziosa

Ery ha detto...

Ne esiste una versione con le zucchine fritte al posto delle melanzane e senza pomodoro, dovresti provarla è buonissima!

Boccadirosa ha detto...

Lo so buonissima...zucchine al posto delle melanzane e pecorino di fossa al posto della ricotta salata e senza pomodoro.

Ery ha detto...

Mhhh io metto sempre ricotta salata, ma l'idea del pecorino mi piace. Proverò!